Discariche, ciò che non si vede c'è (reportage e foto)

In questi giorni il dibattito politico ha concentrato l'attenzione dei media locali sulla questione cementificio. Tra promesse di sviluppo e critiche al progetto, la polemica è divampata tra i due schieramenti senza accennare a placarsi. Molto spesso al cento delle critiche dell'opposizione c'è il rischio rappresentato dall'area destinata alla costruzione dell'impianto, nei pressi della discarica Amiu. Tempo fa il nostro giornale ha dedicato ampio spazio all'inaugurazione della ricicleria senza disdegnare di fare un giro in quei luoghi così fortemente segnati dall'industria dei rifiuti. Alla luce dei temi dibatutti in questi giorni, riproponiamo quel piccolo report pubblicato da Il Giornale di Trani lo scorso febbraio. "Proprio come un mucchio di rifiuti gettati a caso, questo è il più bello dei mondi possibili" Eraclito.

È nella campagna tra Trani e Andria che l'Amiu riversa i rifiuti raccolti in città. Non solo rifiuti della nostra ovviamente ma anche quelli di altri nove comuni, Barletta e Andria compresi. Una quantità incredibile di rsu viene versata quotidianamente nelle cave dismesse, cave che in realtà non bastano mai e che vengono di volta in volta allargate per fare spazio alle centinaia di migliaia di sacchi di rifiuti solidi urbani che giornalmente vengono riversate. Benvenuti nella campagna di Puro Vecchio.

A pochi metri dai luoghi dell'inaugurazione della ricicleria c'è la discarica. Decidiamo avvicinarci per vedere più dappresso quella che per anni è stata considerata l'unica maniera per smaltire i rifiuti: interrarli a decine di metri sotto terra, colmare cave con tonnellate di indifferenziata, creare enormi colline artificiali dalle quali scaricarne altri fino a riempire il ventre della terra come se fosse un enorme cassonetto. Sopra le colline di rifiuti ci passano i camion dell'amiu per scaricarci altra roba. Devono essere proprio ben solide e compatte quelle colline di pattume... Quest'ultime sono coperte da una guaina protettiva e da terriccio sul quale è difficile immaginare che la natura possa ricrescere rigogliosa. Camminiamo per qualche decina di metri per scorgere da un angolo i camion scaricare il loro carico in un canyon bianco-busta della spesa davvero poco poetico.

Le scarpe affondano un po' nel terriccio umido, una sensazione pessima aggravata dal pensiero di cosa ci fosse sotto i nostri piedi. Da lì si è potuta vedere la discarica in tutta la sua inquietante grandezza. Uno spettacolo a suo modo mozzafiato - l'odore acre della putredine cominciava a farsi insistente. Le dimensioni di quel paesaggio lascia sconcertati. Come si è potuto credere per anni che quello fosse l'unico modo per smaltire i rifiuti? Come si è riusciti a concludere legislature senza fare in modo che si invertisse quel metodo così profondamente sbagliato? Come si può parlare di amore per un territorio quando nel nostro agro si continua a riversare di tutto e senza ritegno? Ma sarebbe inesatto addossare la colpa solo alle amministrazioni. Il Sindaco durante l'innaugurazione ha giustamente parlato di fattori culturali da estirpare. L'Amiu da canto suo cerca continuamente di sollecitare i cittadini ad essere più rispettosi dei servizi che l'azienda offre alla città. Intanto qualche giorno fa i cassonetti della plastica vicino la Giustina Rocca erano stracolmi di rifiuti di ogni tipo, compresi sanitari e antenne della Tv.

Ma è roba che si incontra sovente. Bisognerebbe mandarci scolaresche di adulti con zainetto e cestino della merenda a fare pic-nic all'Amiu, magari così si strozza la fame famelica da rifiuto selvaggio. L'idea che il rifiuto una volta nel cassonetto non ci appartenga più perchè non si vede più è profondamente sbagliata, oltre che stupida. Non si riesce a guardare nemmeno a qualche chilometro di distanza dalla propria abitazione. È tutto lì, un po' all'aria aperta un po' sotto terra, ci riguarda ancora, possiamo ancora vederlo, sentirlo, sta lì a dirci che c'è qualcosa di sbagliato nei nostri comportamenti. La cava dei rifiuti confina con un'altra cava. La linea di terreno che le separa è larga una decina di metri. A destra l'Amiu, a sinistra le cave che qualche anno fa furono teatro delle proteste di numerosi cittadini contrari a farne una discarica di rifiuti speciali: l'ecoerre. Da quella striscia di terreno si vedono entrambe, enormi si estendono tutt'intorno. Come sarebbe stato quel paesaggio campestre con un'altra bomba ecologica a pochi metri di distanza? Fortunatamente per ora possiamo solo immaginarlo e tirare un sospiro di sollievo (!? ndr).

L'innaugurazione della ricicleria è una buona notizia, ma è davvero troppo poco. Per adesso, come si è detto, è una cattedrale nell'incerto. È poco o per nulla funzionale visto che i rifiuti andranno a finire comunque in discarica. E non si sa quando si completerà l'impianto con tutto il necessario per renderlo davvero efficiente. L'unica cosa certa è che la busta dei rifiuti del rinfresco che ha seguito l'innaugurazione della ricicleria ha seguito le sue colleghe, anche se il suo contenuto verrà separato dall'impianto in plastica, vetro, carta etc.... Ma andrà in discarica, sotto terra, a formare altre colline di pattume. Per quanto ancora? Arcangelo Rociola

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