«Esprimo perplessità e preoccupazioni – si legge nella comunicazione - sulla paventata chiusura degli Uffici di Trani dell’Acquedotto Pugliese che sarebbe contemplata nel nuovo modello organizzativo dell’Ente.
Dal management dell’Acquedotto Pugliese avevo avuto in passato ampie assicurazioni che la riorganizzazione non avrebbe significato la cessazione delle attività nel co-capoluogo della Provincia Barletta-Andria-Trani ma che si sarebbe proceduto soltanto ad una riorganizzazione degli uffici per ottimizzare le risorse umane e quelle economiche e che il front-office, il centralino, i magazzini avrebbero continuato ad essere a disposizione dei cittadini e degli utenti senza alcuna limitazione.
Invece, a giudicare anche dai timori palesati dai lavoratori della sede tranese dell’Acquedotto Pugliese, sembra che l’unità territoriale di Trani verrebbe assorbita da quella di Bari con il conseguente ridimensionamento della presenza dell’AQP sul territorio della BAT.
Ancora una volta, quindi, si determinerebbero le condizioni per una ingiustificata discriminazione nei confronti dei cittadini della sesta Provincia pugliese. In luogo di attuare politiche di prossimità capaci di rendere servizi proficui ed efficienti alle nostre Popolazioni, si depauperano le potenzialità del territorio svantaggiando i cittadini.
Chiedo, pertanto, che si apra un tavolo di confronto per trovare una soluzione che scongiuri lo smantellamento della sede tranese e la temuta spoliazione degli uffici nei confronti della BAT»
Pina Marmo